sabato 13 ottobre 2007

#11. Cuscino


Non avrei mai pensato di parlarne.

Invece lo dico subito: amore.
Una parola che non mi piace usare e che credevo non m’appartenesse.
Los Angeles è una città senza amore. Incontri veloci, cordialità spalmata, porte chiuse.
La socialità si fa nei locali, negli appartamenti, nei luoghi chiusi. Fuori c’è il sole, ma la gente non si ama.

Dov’è l’amore? E quanto mi manca? Tantissimo.

Così nasce una schizofrenia generale, un modo per sopperire a questa mancanza. L’amore.
Si parla con tutti, ci si conosce tutti, si esce tutti assieme, si conversa. Ma non c’è sentimento, piuttosto un eccesso di proteine.
E quando sembra che, forse, qualcosa si è capito, no, niente. L’amore è sfuggito un’altra volta.
Cedendo il posto ad una consolazione di peluche o di cioccolato.
Questo grave assente, l’amore, rende bambini. Ci si rannicchia sotto le lenzuola come a nascondersi. Si pasticcia con le golosità, come quando da infanti lo si faceva di nascosto dalla mamma.
Ci si vuole bene da soli, con quello che rimane. Il mondo ha un aspetto diverso e la mattina sa di brioche.

Capisco tante cose. Capisco cos’è l’amore e che mi ero sbagliato. Non riesco nemmeno ad essere cinico. Sono diventato buono che mi farei la comunione. Vorrei andare in giro a distribuire abbracci. Vorrei un parco sincero. Vorrei trovare una piazza, ma qui “plaza” è un’isola di traffico.

Mi mancano gli sguardi, i sorrisi ingenui, le pacche sulle spalle, le caramelle appiccicose nelle tasche. Mi mancano i cestini, la marmellata e le corse attorno agli alberi. Mi mancano i viaggi in automobile seduti dietro a cantare. Mi manca l’aperitivo tra pochi intimi, le conversazioni con un occhio al premio partita - cioè patatine e salatini o fetta di pizza inclusa - gli appuntamenti sempre in ritardo.

Sto realizzando che sapevo benissimo cos’era l’amore ma facevo finta di starne lontano.
Los Angeles ti scivola addosso, attorno, sopra e sotto. Ma non fa compagnia. Non si siede su un prato. Pensa che il gioco della bottiglia sia un’occasione d’affetto. E non bacia.

Sono pieno d’amore che mi sento scemo. Però sono felice e sorrido. Perché ho capito. Finalmente ho dovuto mollare il bastone. E camminare morbido.

Speditemi Amore. Risponderò volentieri.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Haaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Bully inizi a farmi paura, comunque ricordati che qui ti apettiamo tutti per riempirti di pacce sulle spalle

Anonimo ha detto...

tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb tvb
mi manchi...
ti adoro...
dea

Anonimo ha detto...

sapevo che sotto quella tua massa di ricci che sempre pettini c'è lo scompiglio dei tuoi pensieri..anche amorosi e amorevoli...
sei un iceberg che il sole californiano ha sciolto...
dea