lunedì 9 luglio 2007

Questo è Nuovo


Scrive a macchina. Poi prende i fogli e li incastra nel computer. Non li inserisce. Li prende e con la convinzione di chi sa che da qualche parte c’è una fessura, ce li spinge dentro.
Non accende lo schermo, ignora le altre componenti. Piglia fogli stampati con la macchina da scrivere, tatuati come marchi sulle pagine, e li spinge forzatamente nello schermo del PC. Come se fosse normale, come se si dovesse fare così.
Ma se così fosse, sarebbe più semplice, più immediato. Invece deve sudare, sforzarsi, bestemmiare.
E’ costretto a romperli, a stropicciarli, a renderli poltiglia. Poco importa.
Lui scrive a macchina. E se deve inviare una mail, fa entrare i racconti dentro lo scatolone. Li prende e ce li spappola all’interno. Come ripieno nella faraona. Come crema nel krapfen.

I file li passa da uno schermo all’altro, sempre spento, sempre senza prendere in considerazione una porta usb o un dvd. Senza chiavetta. Senza cd-rom.
Lui prende e sposta. Apre. Spacca e inserisce. Spolpa. Impasta. Richiude.

Chirurgo e macellaio del peer to peer, scrive come se stesse cucinando. Lo fa col metallo, lo fa per sentire il suono poco rassicurante dei martelli sulla carta. E’ come un pianoforte a coda. Imprime lettere a tempo industriale. Un telaio raffinato e sterile.

Sono parole che non hanno futuro. Appena incise finiscono rotte in qualche schermo sbagliato. Mangiate da scatole spente, malposte senza saperlo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

accidenti che immagine dura e poetica. bravo Symndi - stupisci!

Arthur Cravan ha detto...

Anche tu hai visto Fonzie come si è ridotto a lavorare?