Volevo raccontare la storia di una coppia che portava sempre il figlioletto a vedere i treni in partenza. Così, da lontano ma abbastanza vicino per riconoscere i volti sulle carrozze, Nirma e Clonso trovavano senso in quei momenti, quando Morice si stupiva senza sapere il perchè.
Per cominciare questo spazio nuovo, poi spiegherò cosa mi porta qui, pensavo di narrare gli ultimi giorni di vita del famoso statista Corrado Mantoni, forse l'unico vero consolatore di una certa Italia che continua a pensare con le lettere maiuscole.
Poco fa ho capito che stavo sbagliando tutto. Ho preso qualche pillola, (di solito fingo che le mentine siano antidepressivi, così mi sento protagonista di qualche serial), e mi sono immaginato un mondo dove le porte sono tutte chiuse. O meglio, un mondo dove non si possono più aprire le porte. Funso Belé torna a casa dopo una giornata di lavoro ma scopre che un decreto legge varato pochi istanti prima gli vieta di aprire la porta. La moglie, Anghela Fax, disperata, si prepara sei confezioni di bastoncini Findus. Situazioni analoghe si ripetono velocemente anche nelle zone limitrofe, senza soluzione di continuità (questa espressione mi è sempre piaciuta ma non ho ancora ben capito che significa, lasciamola lì).
Non si può entrare, ma nemmeno uscire. Il dramma della "soglia" obbliga man mano tutto il Paese ad un fuoricampo obbligato. Una nuova dottrina della visione si espande da casa a casa, da negozio a negozio, da scatola a Terrence Malick. Un disagio generale, ma anche un'opportunità. Edward Hopper, travolto da cotanta agitazione, si risveglia per dare uno sguardo al realizzarsi globale di uno dei suoi tanti dipinti.
Poi un nonnino di un paese sconosciuto, tipo Marcellammare, s'inventa un modo per dribblare il problema: entrare e uscire dalle finestre. "Nessuno d'altra parte" - dice il vispo vecchietto - "ha parlato di strutture diverse dalle porte". Di lì a poco nacque Cucuzza e "La vita in diretta" che sul nonnino ci farà una serie di 15 puntate, 5.
L'imbuto è una zona d'ombra del Divertissement. Da qualche tempo, lo sapranno meglio di me, il blog era in avaria causa forza maggiore, ovvero i signori dell'html. Ora la questione è quasi del tutto risolta, ma nel frattempo è cresciuta in me l'esigenza di provare un luogo nuovo, lontano dalle grafiche e dai contenuti multimediali. Parole, vocali, consonanti, lettere, punteggiatura, parentesi. Avevo voglia di periodi lunghi in Georgia. Così mi sono piazzato qui, non so per quanto tempo, giusto per vedere che succede.
Tenetemi informato, oppure cercatemi. Sono spesso sulla verde per Cadorna. Di solito mi trovate in un angolo a sinistra: bacchetta e cappellino, illustro ai presenti le vie d'uscita tra Abbiategrasso e Santagostino.
Saluto Brumerl e Calasta, due giovani catalani che mi hanno regalato un fazzoletto di pane alla fiera del Presente prossimo.
Per cominciare questo spazio nuovo, poi spiegherò cosa mi porta qui, pensavo di narrare gli ultimi giorni di vita del famoso statista Corrado Mantoni, forse l'unico vero consolatore di una certa Italia che continua a pensare con le lettere maiuscole.
Poco fa ho capito che stavo sbagliando tutto. Ho preso qualche pillola, (di solito fingo che le mentine siano antidepressivi, così mi sento protagonista di qualche serial), e mi sono immaginato un mondo dove le porte sono tutte chiuse. O meglio, un mondo dove non si possono più aprire le porte. Funso Belé torna a casa dopo una giornata di lavoro ma scopre che un decreto legge varato pochi istanti prima gli vieta di aprire la porta. La moglie, Anghela Fax, disperata, si prepara sei confezioni di bastoncini Findus. Situazioni analoghe si ripetono velocemente anche nelle zone limitrofe, senza soluzione di continuità (questa espressione mi è sempre piaciuta ma non ho ancora ben capito che significa, lasciamola lì).
Non si può entrare, ma nemmeno uscire. Il dramma della "soglia" obbliga man mano tutto il Paese ad un fuoricampo obbligato. Una nuova dottrina della visione si espande da casa a casa, da negozio a negozio, da scatola a Terrence Malick. Un disagio generale, ma anche un'opportunità. Edward Hopper, travolto da cotanta agitazione, si risveglia per dare uno sguardo al realizzarsi globale di uno dei suoi tanti dipinti.
Poi un nonnino di un paese sconosciuto, tipo Marcellammare, s'inventa un modo per dribblare il problema: entrare e uscire dalle finestre. "Nessuno d'altra parte" - dice il vispo vecchietto - "ha parlato di strutture diverse dalle porte". Di lì a poco nacque Cucuzza e "La vita in diretta" che sul nonnino ci farà una serie di 15 puntate, 5.
L'imbuto è una zona d'ombra del Divertissement. Da qualche tempo, lo sapranno meglio di me, il blog era in avaria causa forza maggiore, ovvero i signori dell'html. Ora la questione è quasi del tutto risolta, ma nel frattempo è cresciuta in me l'esigenza di provare un luogo nuovo, lontano dalle grafiche e dai contenuti multimediali. Parole, vocali, consonanti, lettere, punteggiatura, parentesi. Avevo voglia di periodi lunghi in Georgia. Così mi sono piazzato qui, non so per quanto tempo, giusto per vedere che succede.
Tenetemi informato, oppure cercatemi. Sono spesso sulla verde per Cadorna. Di solito mi trovate in un angolo a sinistra: bacchetta e cappellino, illustro ai presenti le vie d'uscita tra Abbiategrasso e Santagostino.
Saluto Brumerl e Calasta, due giovani catalani che mi hanno regalato un fazzoletto di pane alla fiera del Presente prossimo.

4 commenti:
qualche volta penso che ti ha creato la mia testa. ma allora saresti un coniglio. l'unico coniglio a forma di imbuto.
ma sai che dai fazzoletti di pane spesso escono cose strane?
amelia
(bentornato. non esiste una parola più di così che potrei dirti)
per lo meno venne mosso qualcosa in più di ciò che si spostò nel 47, appena prima del 48, dove successe un quarantotto..
Anch'io sono spesso sulla verde, e il colore di solito mi piace. Dove scendo io c'è l'uscita al contrario, ma per me non è un problema. Però sposterei il bar fuori dalla fermata, magari dentro un cliché o simili: non sopporto l'odore di brioche alla marmellata assieme a quello della pizza alle olive appena sfornata, quando bevo il latte.
Per fortuna odio il latte. Forse.
Fantastico! Si possono utilizzare alcuni tag HTML. Ma a chi servirebbe? Non so nemmeno cosa sia un tag! Un tedesco vi legge giorno, io un'esclamazione idiota tipo Marisa Laurito col raffreddore ("...e ad un gerto bunto TAG! s'è rotto il vesdido!"). Insomma, a volte i tecnicismi risolvono solo altri tecnicismi, e per quanto mi riguarda ho smesso di credere nella buona novella del ctrl+alt+canc. Quindi, se non vi dispiace, mi trascino col mouse sul Cestino e alla domanda "un oggetto selezionato: eliminare?" rispondo SI. Arrivederci.
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